Oggi abbiamo una giornata importante perché alle 13:00 abbiamo l’imbarco per visitare la Statua della Libertà e l’isola di Ellis Island, Croce e delizia di tutti i migranti poveri che volevano ricominciare daccapo la loro vita.
Usciamo dall’albergo e ci dirigiamo verso l’East River perché i nonni mi vogliono far vedere la sede dell’organizzazione delle Nazioni Unite cioè l’ONU. Sarebbe stato anche interessante poter visitare la grande sala delle assemblee ma i biglietti non erano disponibili, quindi facciamo alcune foto ricordo del palazzo di vetro e i suoi uffici.


Subito dopo siamo andati a prendere la metro per scendere verso Battery Park da dove partono i ferry per la Statua della libertà, ci imbattiamo quasi subito in un delizioso giardino pubblico incastonato tra i grattacieli, con tanto di cascata ed io mi fermo lì davanti ad ascoltare i suoni per qualche minuto.

Riprendiamo quindi la strada per scendere downtown, prima però, visto che avevamo ancora un po’ di tempo, siamo andati a visitare little island una struttura di palafitte in cemento su cui è realizzato un piano con teatro, giardini, campi da gioco, un belvedere sull’Hudson e su Jersey city, e altre amenità. Molto bello lo xilofono all’ingresso che si può suonare con le mani.



Quindi ci rechiamo a Battery Park per fare i controlli di sicurezza (a livello aeroporto) per poter salire sul battello che ci porterà su Liberty Island. Una bella filetta di una 20 di minuti e poi saliamo e partiamo.

Breve e tranquilla navigazione scendiamo sull’isola e decidiamo di mangiare qualcosa prima di visitare il basamento e il piedistallo della statua stessa
Ci sediamo su di un prato circondati da gabbiani famelici che aspettano che tu sia distrattooo.

Ci avviamo quindi per accedere al basamento, lasciamo gli zaini in un armadietto ed entriamo, ci aspetta una bella serie di scalini, (108) per arrivare alla balconata del piedistallo, facciamo il giro e un selfie con alle spalle lo skyline di Manhattan

Nello scendere passiamo dal corridoio museo dove viene illustrata la realizzazione dell’opera e la sua installazione. Come regalo dei francesi agli abitanti della nuova nazione lo stesso Gustave Eiffel contribuì a realizzare la struttura portante.
Usciamo e ci dirigiamo verso l’imbarco del traghetto per Ellis Island, dopo una quindicina di minuti sbarchiamo sull’isola, ci rinfreschiamo con una bella limonata e una coca e poi entriamo nel museo. Nella grande sala che allora era quella dove tutti lasciavano i loro bagagli ritiriamo le audio guide

Seguiamo quindi il percorso che gli immigrati dovevano fare per poter essere ammessi negli States che comincia con le scale per salire nella grande sala delle registrazioni dove si veniva osservati, valutati fisicamente e mentalmente, verificati nella corrispondenza dei dati presenti sul manifesto di carico della nave e se ancora esiste a qual he dubbio sottoposti a un tribunale che avrebbe preso l’ultima decisione.


Si poteva essere anche indicati come malati solo tramite una lettera scritta con il gesso sui propri vestiti e da lì il percorso sarebbe passato per altri controlli medici per valutare se il migrante fosse effettivamente malato.

Prima di poter uscire era necessario cambiare la propria moneta nazionale in dollari e poi, se il viaggio fosse stato ancora lungo, acquistare cibo da uno store locale con il menù in tre lingue (una delle quali era l’italiano)

Dopo tutti questi passaggi si arrivava di fronte a tre porte che rispettivamente portavano a New York, nel resto degli States oppure sul battello che avrebbe rispedito il migrante nel suo paese di origine. Su 12 milioni di persone arrivate ad Ellis Island solo il 2% è stato respinto.
Prima di lasciare il monumento Nonna mi ha chiesto di aiutarla a trovare notizie dell’arrivo del padre di sua madre (il mio bis bis nonno) ci siamo quindi Messi al computer e con il nome e cognome e la sua data di nascita lo abbiamo cercato, non siamo certi al 100% ma un riferimento c’era. Chissà potrebbe essere lui?


Finiamo il tour, restituiamo le audio guide (che sono state utilissime con le belle spiegazioni integrate dalle parole degli immigrati stessi che spiegavano quello che avevano trascorso per poter entrare)
Riprendiamo il traghetto che ci riporta a Manhattan, dove prenderemo la metro per rientrare in hotel.

Addio bella signora siamo stati bene con te, continua ad illuminarci con la tua torcia della libertà

Grazie Nonna per avermi aiutato a capire molte cose, spiegandomele con calma e passione. Veramente una bella giornata ricca e interessante
